LONDRA PER LA PRIMA VOLTA: 3 GIORNI DI FULL IMMERSION!

La sognavo da sempre. In qualche modo, mi sembrava già di conoscerla. Forse perché sin da quando alle elementari impariamo le prime parole d’inglese veniamo a contatto con le immagini dei suoi monumenti e delle zone più amate dai turisti, oppure perché i film ci consentono di sbirciarne le strade e i parchi dal divano di casa nostra. Londra, al momento, è una delle capitali europee che più mi è cara.

Se potessi personificare le città, immaginerei Parigi come una sofisticata mademoiselle dal naso all’insù, Roma come una donna dal fascino che non tramonta mai e Praga come la donna del mistero, mentre Londra sarebbe la ragazza fresca e spontanea che non sa di essere bella e per questo, nella sua semplicità, lo è ancora di più. La capitale del Regno Unito è una città cosmopolita, in cui culture diverse convivono e danno vita ad un mix di etnie, sapori e profumi che la rendono unica. In metropolitana, a giugno, ho visto persone che indossavano le infradito nonostante fosse ancora piuttosto fresco e altre accanto a loro in giacca a vento e stivali. Questo mi piace: la libertà di essere se stessi, di vestirsi e acconciarsi come si preferisce senza subire il giudizio racchiuso nello sguardo dello sconosciuto seduto vicino a noi, il tutto all’insegna dell‘educazione e del rispetto, valori che nella vita quotidiana molti tendono a dimenticare. Amo i “please” al termine delle frasi, i “grazie” e gli “scusi” e, probabilmente, ne ho uditi più in tre giorni sul suolo inglese che in una settimana nella mia bella ma scontrosa Genova.

Ma ora, bando alle digressioni e torniamo al viaggio: insieme ad amici e a mio fratello, approfittando del ponte in occasione della festa del santo patrono di Genova, abbiamo colto al volo l’occasione presentatasi su Expedia di partire ad ottimo prezzo con Alitalia da Milano Linate e soggiornare in un hotel a pochi passi dalla Tower of London. Il volo ci avrebbe consentito di essere in albergo già di buon mattino, in modo da sistemare i bagagli e sfruttare tutto il primo giorno per la nostra prima volta a Londra.

GIORNO 1: prima della partenza abbiamo fatto il punto dei luoghi che ciascuno di noi avrebbe voluto vedere (anche perché due amici erano già stati più volte a Londra) e acquistato il London Pass, biglietto che consente l’accesso a svariate attrazioni senza coda e a prezzo agevolato, oltre ai mezzi di trasporto, per il numero di giorni scelto (viene spedito a casa, insieme ad una pratica guida). Prima di acquistarlo fate un po’ di conti in base a ciò che volete visitare, in modo da valutarne la convenienza.

Abbiamo dedicato la mattina alla visita della Tower of London, ricca di storia (anche sanguinosa, se avete visto “I Tudors” ne avete avuto un assaggio) e misteri. Nel corso dei secoli è stata prigione, luogo di esecuzioni, residenza di reali e armeria. La visita è molto interessante e si snoda tra i cortili percorsi dai Beefeaters, i suggestivi interni di questo complesso e gli splendidi Gioielli della Corona. Le cose da vedere sono molte e almeno un paio d’ore voleranno!

Dopo aver pranzato con un panino al vicino Starbucks, ci siamo dedicati al Tower Bridge: prima le foto di rito con alle spalle il ponte e sopra di esso, poi la visita interna (Tower Bridge Exhibition). Il museo del Tower Bridge è un percorso che, oltre a consentire una vista d’eccezione dalla sua altezza sul Tamigi e sulla città, permette di conoscerne la storia e il funzionamento, con tanto di visita della Sala Macchine. Interessante e consigliato!

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Dopodiché, abbiamo proseguito a piedi la conoscenza di Londra, prima facendo tappa alle Docklands (zona un tempo mercantile, oggi riqualificata e occupata da un porticciolo con graziose banchine) e Southwark e poi scendendo lungo le rive del Tamigi, fino al Millennium Bridge. Strada facendo abbiamo incontrato il Globe (ricostruzione del Teatro legato al nome di William Shakespeare) e ci siamo fermati a scattare la classica foto in una delle cabine telefoniche scarlatte. Abbiamo attraversato il moderno Millennium Bridge e raggiunto la Cattedrale di St. Paul, che svetta con la sua cupola ed è stata ispirata nel progetto alla Basilica di S. Pietro.

A questo punto, a pomeriggio ormai inoltrato, ci dirigiamo verso Piccadilly Circus, che ci accoglie con le sue insegne pubblicitarie luminose e con una moltitudine di turisti e passanti nei negozi e nei locali. Una piazza che colpisce per il “fermento” che si respira e, tra una sosta all’ M&M’s World e altre nei negozi di souvenir, ben presto giunge l’ora di cena. Scegliamo così uno dei tanti pub della zona, cogliendo l’occasione per assaggiare fish & chips.

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Con le luci della sera, smaltiamo la cena con una lunga passeggiata che ci consente di dare una prima occhiata a Trafalgar Square e al Big Ben. Con le gambe doloranti in seguito alla nostra prima intensa giornata londinese, raggiungiamo l’albergo e crolliamo letteralmente sul materasso!

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GIORNO 2: prendiamo la metro (comodissima a cinque minuti dall’albergo) e ci dirigiamo verso House of Parliament e Big Ben, che non visitiamo internamente. I simboli di Londra ci accolgono in una giornata in cui compare persino un timido sole e ne approfittiamo per scattare foto da tutte le angolazioni e i lati del ponte. Ci avviciniamo al London Eye, la ruota panoramica, ma anche in questo caso decido di non salire perché preferisco dedicarmi ad altre visite (che si concretizzeranno il terzo giorno).

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La giornata dedicata agli emblemi di Londra prosegue con la visita di Westminster Abbey, bellissima abbazia dalla facciata caratterizzata dalla presenza di due torri campanarie. Purtroppo arriviamo mentre si celebra un matrimonio, quindi ci limitiamo ad una visita esterna, ma ci aspetta subito un’altra esperienza immancabile durante il primo viaggio a Londra: assistere alla cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace!

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La piazza antistante è gremita con molto anticipo rispetto all’ora del cambio della guardia, ma riusciamo a guadagnare una buona posizione da cui vedere sia l’approssimarsi delle guardie a piedi e a cavallo, sia il cancello in cui si concluderà la cerimonia. La sfilata delle uniformi rosse con i loro copricapi neri  è molto più suggestiva dal vivo rispetto ai tanti filmati visti sul web!

Al termine del Cambio della Guardia, sfruttiamo il London Pass per visitare le Royal Mews, ossia le scuderie reali, che sono adiacenti al Palazzo. Esse racchiudono, oltre alle stalle, la rimessa con splendide carrozze. Ammirarle è suggestivo ed emozionante e l’audioguida spiega la storia di ogni veicolo. Oltre alle carrozze, sono presenti le autovetture reali storiche.

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Cambiamo zona e camminiamo fino a Hyde Park, uno dei polmoni verdi della città. Un’ampia distesa verdeggiante in cui rilassarsi, ammirando il lago con i cigni e gli scoiattoli che attraversano i prati e si rifugiano sugli alberi. Una vera oasi di pace che non ci si aspetta da una città vivace come Londra.

Poteva mancare una sosta per lo shopping da Harrods? La domanda è retorica: approfittando dei saldi sono uscita con tre borse con tutte le declinazioni dell’orsetto simbolo che più mi avevano colpita e regalini per fidanzato, genitori e amici. Non essendo particolarmente amante delle grandi firme, mi sono limitata solo al piano dei souvenir e ho curiosato in quello gastronomico, dove le composizioni sono quasi opere d’arte.

E’ già piuttosto tardi, lo stomaco brontola nonostante la colazione a buffet ci abbia dato autonomia sin quasi al pomeriggio, quindi è giunta l’ora di pranzare. Ci affidiamo ad un Mc Donald’s in Piccadilly Circus, in modo da restare nel budget e avere a disposizione cibo che sicuramente ci piace e bagni puliti.

Nel pomeriggio, dopo essere tornati a Trafalgar Square e avere visitato la gratuita National Gallery, optiamo per la Crociera sul Tamigi, inclusa nel London Pass. Amo molto questo tipo di crociera, che permette di avere un punto di vista differente sulla città e i suoi monumenti e l’acqua ci culla consentendoci di rilassarci un po’ dopo le camminate giornaliere. Ma non è ancora finita! Il più energico del gruppo, eletto nostra guida ufficiale, manifesta il desiderio di andare a Greenwich. Ormai è tardo pomeriggio e l’ultimo battello è già salpato, quindi saliamo sulla DLR ( (Docklands Light Railway), una metropolitana parzialmente in superficie che ci porta comodamente a destinazione.

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Il famoso meridiano di Greenwich è situato all’interno di un rigoglioso parco, in cui si trovano il National Maritime Museum e il  Royal Observatory. Essendo piuttosto tardi il museo era chiuso, ma ciò che ci premeva era vedere il meridiano zero sulla collina e scattare una foto simbolica, quindi missione compiuta!

La gita fuori porta ci ha dato il colpo di grazia ed esausti facciamo ritorno in centro. Cena in uno dei pub più antichi di Londra, The Albert, poi ci dividiamo: qualcuno resta per scattare foto in notturna al London Eye e al Tower Bridge, altri tornano in albergo, ansiosi di farsi cullare tra le braccia di Morfeo.

GIORNO 3: il terzo giorno è dedicato agli interessi individuali di ognuno di noi. Il gruppo si divide in tre: c’è chi torna a Westminster per vederla dall’interno, chi dedica la giornata a Camden e alla Royal Albert Hall e chi, come me e mio fratello, non ha dubbi: nella nostra prima visita londinese non possono mancare il Madame Tussauds e lo stadio di Wembley.

Per via di problemi tecnici arcani, la sera prima non siamo riusciti ad acquistare online i biglietti per il Madame Tussauds, quindi ci rimbocchiamo le maniche ed affrontiamo una lunghissima coda (sicuramente più di un’ora) che si snoda a partire dall’esterno del palazzo. Il museo delle cere, però, si rivelerà molto divertente e ben presto la fila sarà dimenticata! Le sale sono tematiche, quindi cominciamo con lo scattare foto nelle pose più fantasiose che ci vengono in mente insieme alle celebrità di Hollywood, alle stelle dello sport, ai miti della musica, immancabilmente posiamo con la famiglia reale al completo, senza dimenticare supereroi e leader politici internazionali. La visita è piuttosto lunga perché è inevitabile perdersi tra una risata e un click della macchina fotografica, quindi rinunciamo al tunnel dell’orrore all’interno del museo, perché altrimenti non avremmo fatto in tempo a visitare Wembley prima di recarci in aeroporto.

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Rieccoci dunque a bordo della puntualissima metropolitana, pronti a raggiungere uno storico stadio che per noi tifosi sampdoriani è stato anche teatro della finale di Coppa dei Campioni ’91-’92. Immancabilmente, appena arriviamo mostrando i nostri London pass, in cui il tour è incluso, ci viene chiesto per quale squadra tifiamo e il gentilissimo bigliettaio rievoca quella serata in cui la Coppa ci sfuggì tra le dita, ma che resta il punto più alto della storia calcistica della Sampdoria e per noi è fonte di grande orgoglio. Siamo fortunati perché il tour, in inglese ma molto semplice da seguire a qualsiasi livello conosciate la lingua, sta per cominciare. Meno male perché il successivo avrebbe avuto luogo un’ora dopo e avremmo dovuto rinunciare per via del volo di ritorno!

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Il tour, il secondo a cui ho avuto modo di assistere dopo quello del Camp Nou a Barcellona, è molto piacevole: un simpatico signore, dotato del tipico humor inglese, tra battute e coinvolgimento degli ascoltatori ci spiega la storia dello stadio, portandoci sugli spalti (il manto erboso era parzialmente coperto per via di un imminente concerto di Robbie Williams e per via dell’allestimento del concerto non ci hanno portato negli spogliatoi ahimè, mentre normalmente la visita porta sino al tunnel che conduce al campo) e facendoci scattare una foto con la FA Cup. La parte finale della visita consiste nel museo, in cui si trovano cimeli che qualsiasi appassionato di calcio troverà molto interessanti e ripercorre la storia dei Mondiali di Calcio. Wembley ha un grande fascino e, in questa prima visita, abbiamo voluto privilegiarlo rispetto a Stamford Bridge o all’Emirates (che restano due dei miei “pallini” e prima o poi vorrei comunque vedere!). La struttura ha una visibilità stupenda ed è un tempio del calcio che non volevamo mancasse nel nostro tour!

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Il tempo stringe, quindi raggiungiamo la metro e torniamo in albergo: recuperiamo le valigie, mangiamo un boccone da Starbucks (è tardissimo, ma l’entusiasmo aveva nascosto la fame sinora) e ci ricongiungiamo al nostro gruppo di amici. E’ tempo di tornare in aeroporto e mentre il volo decolla per riportarci a Milano in serata, i fotogrammi della vacanza ci scorrono davanti: dal curioso incontro con Enzo Miccio (avete presente “Ma come ti vesti?”) sull’aereo all’andata, ai tanti monumenti ed attrazioni visti, alle risate (su tutte un balletto improvvisato a Piccadilly aggregandoci ad un “gruppo particolare”). La verità è che di Londra mi è piaciuto tutto! E c’è molto altro da vedere, per questo un weekend lungo come il nostro rappresenta una full-immersion, per avere  un “assaggio” della città in mancanza di tempo ulteriore per esplorarne quartieri, parchi e magari i meravigliosi dintorni come il Castello di Windsor.

Consiglio a tutti, almeno una volta nella vita, di farsi incantare dal fascino cosmopolita di Londra: tenete d’occhio i voli low-cost e appena vi capita l’occasione propizia partite senza pensarci due volte! “Londra – la bellissima, immortale Londra – non è mai stata una ‘città’ nel semplice senso della parola. Era, ed è, qualcosa che vive, che respira, un leviatano di pietra che ospita segreti sotto le sue scaglie. Li custodisce gelosamente, nascondendoli nel profondo del suo corpo” (Samantha Shannon).

See you soon!

Serena

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