IL MISTERO DEL CASTELLO DELLA PIETRA – SOGNANDO VIAGGI

Una scommessa. A farci scoprire il Castello della Pietra è stata una una scommessa, o meglio una promessa, tra me ed Enrico in caso di promozione in Serie A della nostra cara Sampdoria, all’epoca veleggiante a centro classifica in cadetteria. Un’emittente televisiva locale trasmetteva di sovente uno spot sul Castello della Pietra e ci siamo detti: “Se la Samp riuscisse nell’impresa, andremo sicuramente a visitarlo!”. Detto, fatto: a fine campionato la nostra squadra del cuore ha conquistato la tanto agognata promozione e noi abbiamo approfittato di una bella giornata di sole per vedere da vicino una costruzione che ci incuriosiva molto.

Quando si parla di castelli la prima immagine che figuriamo nella mente è quella di edifici merlati, svettanti, regalmente maestosi, oppure di suggestive rovine di pietra di bastioni, torri o mura di difesa un tempo imponenti. Il Castello della Pietra, però, è molto singolare: si tratta di una fortificazione che poggia su due massicci rocciosi sulla sommità di un monte e che usa le rocce stesse come bastioni, rendendole parte integrante della struttura.

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Per raggiungere questo gioiellino dell’entroterra genovese, dovete recarvi nella frazione di Vobbia, all’interno del Parco dell’Antola, una delle riserve naturali della Liguria. Prendete l’uscita autostradale “Isola del Cantone” e proseguite pochi minuti sulla statale, seguendo le indicazioni turistiche. Lasciate l’auto lungo la strada e proseguite a piedi seguendo il corso del torrente Vobbia fino ad incontrare il cartello che indica l’inizio del sentiero.

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Il sentiero è piuttosto in salita, quindi affrontatelo con calma e scarpe comode godendovi la tranquillità della natura circostante. Il Castello della Pietra, a inizio percorso una sagoma lontana e misteriosa, gradatamente farà capolino davanti a voi dandovi una marcia in più nell’affrontare il percorso, che nelle giornate estive risulta impegnativo, ma comunque fattibile anche se viaggiate con bimbi al seguito. La durata è di circa mezz’ora.

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Arrivati ai piedi del castello, vi troverete davanti ad un edificio tozzo e incastonato tra le rocce, che domina la vallata e che sembra essere nato con essa. La costruzione attuale è frutto di un restauro decennale che ha tenuto pienamente conto dei documenti dell’epoca, ma racchiude un mistero: normalmente i castelli e i forti sorgono in zone che devono essere presidiate, aree strategiche. In questo caso, però, ci troviamo lontani dall’abitato, dalle vie di comunicazione principali e i terreni circostanti non erano coltivabili, se non a castagne, perché troppo scoscesi. Il mistero sui motivi dell’edificazione del Castello della Pietra contribuisce ad aumentarne il fascino: non si sa chi lo abitasse inizialmente, né perché sia stato costruito in una zona tanto impervia, eppure da secoli guarda chi percorre il sentiero e osserva la quieta valle circostante. Si ipotizza potesse essere stato abitato da monaci in epoca longobarda, mentre in alcuni documenti duecenteschi viene nominato il feudatario Opizzone della Pietra, il cui appellativo deriverebbe dal suo legame con il castello.

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L’interno del castello è percorribile attraverso una scala moderna installata senza appesantire l’ambiente, in modo da avere lo stesso colpo d’occhio che si aveva prima del restauro. Sono presenti tre cisterne, di cui una scavata nella roccia, in cui venivano convogliate le acque piovane e una piccola nicchia nel salone principale – il cuore del castello – che probabilmente aveva la funzione di minuscola cappella e che rappresenta l’unico elemento scolpito della struttura.

Oltre al castello in sé, a sorprendere è il panorama circostante: una fitta vegetazione mediterranea che si estende lontana dall’uomo e dalla civiltà. Un piacere per la vista e per l’olfatto, per sentirsi pienamente immersi in un contesto piacevolmente staccato dalla rumorosa quotidianità.

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Abbiamo ripercorso il sentiero, questa volta più velocemente sfruttando l’agevole discesa, ma questa gita fuori porta ci ha regalato ancora una sorpresa: andando a recuperare l’auto parcheggiata abbiamo scorto un bellissimo lago, scoprendo che si trattava di un corso d’acqua artificiale, il Lago Savio, costruito lungo il corso del Torrente Vobbia, nei pressi del paese di Vobbietta. Le acque dai riflessi verdi e azzurri ci hanno colpiti e ne abbiamo approfittato per qualche scatto extra prima del rientro.

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Da genovese, non avevo mai esplorato questa zona e sono felice di averlo fatto, quasi per gioco, visti i motivi per i quali ha avuto origine questa escursione. A volte una semplice pubblicità televisiva può fare molto per il nostro patrimonio artistico o naturalistico e spero che questo articolo possa contribuire a fare conoscere maggiormente il Castello della Pietra, misteriosa fortezza che ha conservato un enigmatico fascino.

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6 pensieri su “IL MISTERO DEL CASTELLO DELLA PIETRA – SOGNANDO VIAGGI

  1. Marco ha detto:

    Bellissimo castello e bellissima e caratteristica la val Vobbia. Come hai detto tu purtroppo queste zone sono poco conosciute e poco valorizzate. inoltre gli abitanti tendono sempre più a spostarsi a valle e nelle città e le zone rimangono sempre meno curate e i villaggi abbandonati alla natura.

    è un vero peccato che la cultura antica di questi luoghi e le loro bellezze naturale (e artistiche come in questo caso) vengano abbandonate. dovremmo fare uno sforzo in più per esplorarle e farle conoscere ad atre persone.
    Complimenti per l’articolo.
    Ne approfitto per segnalare un’altro percorso per raggiungere il castello della Pietra, più lungo (circa 1 ora e 40 per l’andata e 1 ora e 15 per il ritorno), ma più meritevole.
    Si tratta del sentiero dei castellani che parte dall’abitato di Vobbia e raggiunge il castello con un sentiero ben segnalato. Ci sono inoltre 12 punti lungo il percorso con cartelli indicativi, ognuno dei quali illustra una caratteristica della val Vobbia e di ciò che si sta vedendo, dalle antiche costruzioni dell’uomo, alla flora caratteristica e infine ai panorami sul canyon del Vobbia

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    • sognandoviaggi ha detto:

      Ciao Marco! Ti ringrazio! Non ho mai percorso l’altro sentiero, seguirò volentieri il tuo consiglio! 🙂 E’ una zona che non conoscevo e devo dire che mi ha fatto una bellissima impressione, immersi nella natura si dimenticano per un po’ i ritmi frenetici che di solito accompagnano le nostre giornate!

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