VIENNA IN 3 GIORNI: DAL BELVEDERE AL PRATER…STORIE DI BACI

Siamo giunti al racconto del nostro terzo e ultimo giorno trascorso a Vienna, una delle capitali europee più romantiche, eleganti e ricche di storia. Ancora una volta, nel programma non mancheranno musei e palazzi sontuosi da esplorare incantandosi varcando la soglia di ogni stanza, ma questa volta abbiamo deciso anche di alternare alle visite qualcosa di più adrenalinico e divertente 😉

Facendo capolino dalla nostra tenda piantata nel camping Neue Donau, ancora una volta non riusciamo a scorgere il sole, ma solo un cielo uniformemente cinerino. La sera precedente siamo stati abbondantemente annaffiati dalla pioggia, quindi siamo già felici così, ben vengano le nuvole senza precipitazioni! 🙂

La prima tappa è il Belvedere, residenza principesca suddivisa in due edifici: il Belvedere Superiore (che ospita la raccolta di dipinti di Klimt più grande del mondo, tra cui spicca il celebre “Bacio”) e il Belvedere Inferiore (la cui visita comprende le stanze private e di rappresentanza del principe Eugenio e mostre temporanee). Esistono diverse tipologie di biglietto, noi decidiamo di optare per quello che consente di visitare entrambi e i giardini che li circondano (ma se avete poco tempo o necessità di ridurre il budget a mio avviso potete rinunciare senza troppe remore al Belvedere Inferiore, mentre è imperdibile il Superiore).

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Ci soffermiamo a fotografare l’esterno del Belvedere Superiore e il giardino posteriore, in cui sono state installate sculture contemporanee, per poi accedere al palazzo. All’interno si trova un’ampia pinacoteca che spazia dal medioevo all’impressionismo, ma le sale che più mi hanno colpita sono quelle che ospitano le opere di Klimt, Schiele e gli altri artisti della Wiener Secession (Secessione Viennese). Non si può fotografare “Il Bacio” originale, ma una riproduzione è stata messa a disposizione dei visitatori in una stanza per scatenare l’obbiettivo.

Usciti dal Belvedere Superiore, passeggiamo nei giardini che lo collegano all’Inferiore. Tra statue, fontane, siepi perfettamente sagomate e una simpatica scultura che raffigura un pupazzo di neve, raggiungiamo l’edificio, ma soltanto dopo esserci fermati a pranzare con i nostri panini su una panchina, banchettando insieme agli uccellini accorsi a farci compagnia.

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Le stanze del Belvedere Inferiore rispecchiano il gusto del suo committente, il principe Eugenio di Savoia: spiccano la Sala delle Grottesche, la luminosa Sala degli Ori e la Galleria dei Marmi. Purtroppo le Scuderie erano chiuse al momento della nostra visita, che pertanto è stata piuttosto breve, limitandosi alle stanze di rappresentanza aperte al pubblico e a una veloce occhiata ad una mostra fotografica. Dopo aver terminato il nostro pane distribuendolo a buona parte dei volatili della zona, abbiamo preso un tram in direzione centro storico.

 

Ci siamo diretti verso la Hofburg, un maestoso complesso che costituisce una sorta di “città nella città”. Essa fu la sede del potere della famiglia degli Asburgo, che si divideva tra questo palazzo e l’incantevole Castello di Schönbrunn. Decidiamo di acquistare il biglietto che consente di visitare gli Appartamenti Imperiali, il Museo di Sissi e il Museo delle Argenterie di Corte (sul quale nutrivamo scarse aspettative, ma che in realtà ci ha sorpresi!).

Gli Appartamenti Imperiali affascinano con l’eleganza che li contraddistingue e, un po’ come mi è accaduto nel Castello di Schönbrunn, mi sento catapultata in un’altra epoca, fatta di merletti e drappeggi, anche se l’insieme è più sobrio e meno sfarzoso rispetto a quello della residenza estiva.

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Il Museo dedicato a Sissi, l’imperatrice la cui presenza aleggia in tutta Vienna, è stato una piacevole scoperta: in esso sono presenti reperti che ne raccontano la vita, i suoi magnifici abiti (che purtroppo non si potevano fotografare, ma sono da sogno!), lettere, diari e ogni oggetto contribuisce a delineare la complessa e sfaccettata personalità di un personaggio storico che fa parte dell’immaginario collettivo anche grazie ai contributi cinematografici del Novecento.

Sissi Museum

Il Sissi Museum

La terza parte della visita si snoda all’interno del Museo delle Argenterie di Corte, in cui è conservata una moltitudine di suppellettili, dai candelabri alle posate, passando per tutto ciò che immaginiate possa ornare una tavola aristocratica. Noioso? Assolutamente no! Si sgranano gli occhi di fronte allo stuolo di oggetti presenti ed è inevitabile lanciarsi in commenti ironici confrontandoli con l’argenteria di casa propria! 🙂

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Cambiando decisamente genere, meritano una visita anche le Hundertwasserhaus, un complesso di case popolari dalle facciate coloratissime e dalla linea armoniosa, priva di spigoli, realizzato dall’architetto Friedensreich Hundertwasser.

Hundertwasserhaus

Hundertwasserhaus

Il nostro ultimo giorno a Vienna, dopo tante visite culturali, si conclude all’insegna del divertimento: ci aspetta qualche ora tra le attrazioni del Prater, il parco giochi più famoso di Vienna! Il desiderio di una romantica come la sottoscritta non poteva che essere di salire sulla celebre Ruota Panoramica, così Enri prova a vincere la sua paura dell’altezza e a salire con me sull’attrazione, situata proprio all’ingresso del parco.

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Prima di salire sulla ruota viene scattata la classica foto ricordo (ebbene sì, l’abbiamo comprata, lo so che sono trappole per turisti ma era così carina!) , poi ci accomodiamo nella cabina indicata insieme ad altre persone. La salita è molto lenta e la ruota gira gradatamente in modo da consentire di scattare foto al paesaggio con la massima calma. Mentre io immortalo in piedi il panorama, con lo sguardo che spazia per chilometri su Vienna, il povero Enri è impietrito e seduto che fissa il pavimento: niente da fare, la paura dell’altezza lo blocca completamente, nonostante siamo quasi fermi 😦 Inizia a rilassarsi soltanto mentre scendiamo, dando un’occhiata a ciò che lo circonda. Lo vedo finalmente prendere colore non appena toccato terra e mi sento un po’ in colpa per avere sottovalutato la sua paura (che era riuscito a vincere coraggiosamente in tutte le attrazioni di Disneyland). Appena scesa, prima di continuare a passeggiare tra le attrazioni (alcune troppo spericolate persino per me), lo abbraccio forte e gli schiocco un bacione: è stato dolcissimo ad affrontare le sue paure per me!

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La giornata che volge al termine è stata ricca di esperienze positive e luoghi meravigliosi, che mi hanno fatto apprezzare ancora di più la città di Vienna. Ripercorrendone le tappe, trovo che il filo conduttore sia il bacio: da quello di Klimt, colorato e dolcemente avvolto in un abbraccio di corpi e anime a quello spontaneo appena scesi dalla ruota panoramica del Prater. Storie di baci, storie di viaggi, storie d’amore per un mondo che non smette di regalarci emozioni!

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6 pensieri su “VIENNA IN 3 GIORNI: DAL BELVEDERE AL PRATER…STORIE DI BACI

    • sognandoviaggi ha detto:

      Ciao! Felice, nel mio piccolo, di esserti stata utile per qualche spunto 🙂 Vienna mi è piaciuta molto, ho diviso l’itinerario in vari post proprio perché ci sono moltissime cose da fare e da vedere! Aspetto di leggere il tuo racconto di viaggio allora…e nel frattempo vado a curiosare molto volentieri tra le pagine del tuo blog! Un abbraccio! Serena

      Mi piace

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