#WorstInTravel: a cosa siamo intolleranti quando viaggiamo?

“Worst in travel” è una simpatica iniziativa che si propone di raccontare tutto ciò che durante un viaggio ha il potere di trasformarci da miti Dr Jekyll a spietati Mr Hyde, ovvero quei comportamenti o quegli episodi che – almeno per cinque minuti – ci fanno perdere di vista il buonumore e la spensieratezza che di solito ci accompagna mentre siamo in vacanza.

Le regole per partecipare sono semplici: citare l’autore dell’hashtag, Beatrice de Il mondo secondo gipsy, ringraziare chi ci ha nominati e…cominciare a raccontare e mettere a confronto le rispettive “intolleranze” di viaggio. Ringrazio di cuore Cassandra de La valigia di Cassandra e mi accingo a mettere a nudo le mie debolezze 😉

La prima cosa che ha il potere di farmi perdere un po’ la pazienza sono le persone che si piazzano davanti all’obbiettivo della macchina fotografica nonostante abbiano visto perfettamente che ti stai accingendo a scattare. Capisco chi distrattamente non ci fa caso, può capitare, ma passare volutamente davanti e non scusarsi nemmeno lo trovo francamente maleducato e poco rispettoso. Quando capita a me praticamente faccio il limbo per togliermi senza ostruire la visuale al paziente fotografo! 😉 Piccola postilla: viaggiando praticamente sempre in coppia, ogni tanto interpelliamo un altro turista per chiedergli di scattarci una foto, visto che altrimenti – selfie a parte – non ne avremmo insieme. Non mi capacito del motivo per il quale nel 90% dei casi ci scattino foto assurde tagliando i piedi o un pezzo di testa, non zoomando o al contrario usando lo zoom a dismisura…Il bello è che  ci è capitato anche con dei coreani e dei giapponesi sui quali abbiamo puntato visto che avevano un equipaggiamento degno di un reporter d’assalto! Misteri! 🙂

La mia seconda intolleranza di viaggio penso sia comune a molti: le code! Si parte con una tabella di marcia di massima da seguire, pronti e carichi per un viaggio on the road che sognavamo da tempo e…sul più bello il traffico ci blocca scombussolando i programmi. Io a volte la prendo con filosofia, ascolto un po’ di musica e non ci bado più di tanto, ma Enri è veramente “allergico” alle code e sbuffa come una teiera (e mentre scrivo questo post annuisce e mima col labiale la frase “Le odio, le odio!”).

Daluis4

La nostra Yaris…Tra le meravigliose curve (senza coda!) delle Gorges de Daluis 🙂

Numero tre sul podio delle mie intolleranze di viaggio…la mia imbranataggine ai controlli di sicurezza all’aeroporto! 🙂 Vi giuro che ce la metto tutta, parto organizzata con i liquidi nell’apposita bustina trasparente, portafoglio e dispositivi elettronici pronti da mettere nel relativo porta oggetti sul nastro scorrevole…e puntualmente qualcosa suona! Leva le scarpe, la cintura, la giacca (avete presente gli ottomila strati che si indossano in inverno viaggiando con una compagnia low cost?)…Insomma, quando supero il controllo e mi devo risistemare sembro la sorella sfatta della sorridente ragazza bionda che tanto allegramente affrontava la fila ai controlli prima che fosse il suo turno 🙂

A tutto ciò aggiungo un comportamento che ha il potere di mandarmi su tutte le furie: i genitori che non controllano i propri bambini. Mi spiego meglio: se un’opera d’arte non si può toccare, penso sia buona cura di chi accompagna il bimbo premurarsi che non lo faccia, ma soprattutto non tollero atti di cattiveria nei confronti degli animali. A Riva del Garda sono stata io a rimproverare un bambino (non molto piccolo a dire il vero), e soprattutto i suoi incuranti genitori, perché tirava le pietre ai poveri cigni sulla riva del lago. A Nimes mi è capitato di vedere ragazzini sputare sui germani sotto gli occhi di mamma e papà che si limitavano a fare spallucce…Insomma atti di inciviltà che hanno il potere di farmi adirare a dismisura! Amo gli animali e chi non li rispetta (o non rispetta la natura, gettando cartacce e rifiuti al di fuori degli appositi cassonetti) mi irrita profondamente!

Per il resto, a dire il vero, sono una persona molto tollerante quando viaggio, proprio perché sono di ottimo umore per il fatto stesso di partire! A questo punto sono curiosa di sapere i vostri #worstintravel, tutto ciò che rannuvola il vostro buonumore durante un viaggio! Chiunque voglia partecipare si ritenga pure nominato dalla sottoscritta o mi lasci un commento 🙂

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21 pensieri su “#WorstInTravel: a cosa siamo intolleranti quando viaggiamo?

  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Ecco io sull’ultimo punto rischierei seriamente di litigare con i genitori. I ragazzini o i bambini molto piccoli che bullizzano gli animali non li sopporto. Colpa dei genitori che non insegnano il rispetto ai propri figli che sicuramente da grandi picchieranno le mogli. Esagero ma la penso così 😦
    Hahahah ma davvero ti suona sempre qualcosa ai controlli? Hahah di la verità che contrabbandi qualcosa di nascosto…il blog di viaggi è una scusa per i tuoi spostamenti hahaha
    SCHERZO EH per carità! 😉
    A presto!

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  2. La valigia di Cassandra ha detto:

    Ahahah..grande Serena e grazie per aver partecipato!
    A me sai cos’altro mi fa imbestialire, a proposito del punto uno, sul quale mi trovi pienamente d’accordo?
    Il fatto che, dopo che hai visto un tipo con tanto di armamentario professionale, gli chiedi di scattarti una foto e quello puntualmente ti taglia la testa o i piedi…perché? Dico perché spendi tanti soldi in macchine fotografiche se poi ti manca l’ABC?
    Ops…è tornato in me il gene suicida scatenato dall’hashtag! 😛
    Bacio :*

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  3. inworldshoes ha detto:

    Siamo d’accordo su tutti i punti cara Serena!
    Quanto odio le file ed i controlli in aeroporto, sebbene siano necessari mi mettono comunque addosso parecchia tensione perché penso sempre di fare tardi/dimenticarmi qualcosa sul nastro/dover correre per non far perdere tempo a chi sta dietro di me. Una vera follia!
    Ed odio tantissimo il maltrattamento sugli animali….come potrebbe essere il contrario?!?
    Poi ovviamente chi si piazza davanti all’obiettivo della macchina fotografica lo fulminerei, ma questa è un’altra storia!!!

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  4. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    I bambini maleducati e soprattutto i loro maleducatissimi genitori sono veramente insopportabili! Sia quando si comportano male nei confronti degli animali che nei confronti di opere d’arte/luoghi: possibile che ai loro genitori non abbiano la voglia di insegnare il rispetto?
    Questo tag è davvero molto terapeutico 😉

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  5. ChiaraPaglio ha detto:

    Code, passanti ingrombranti e controlli in aeroporto… 3 enormi seccature che anche io fatico a tollerare xD e per paura che qualcuno ci faccia “una foto brutta” Marco ed io ci arrangiamo con orribili selfie o ricorriamo all’autoscatto. Non ci fidiamo di nessuno ahaha… sarà per questo che non abbiamo foto?

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  6. mchan84 ha detto:

    Riguardo al primo punto ho il tuo stesso problema, ma a metà. Nel senso che sì detesto chi ti passa davanti mentre stai facendo una foto, specialmente se la stai facendo a qualcuno che è proprio impossibile da non notare, ma detesto anche essere fotografata per cui non ho problemi con la seconda parte. 😛
    Io i controlli li passo abbastanza indenne, a parte in Germania dove quasi volevano farmi rimanere in mutande perché i miei pantaloni suonavano avendo le zip alle tasche, fortuna che abbiamo risolto con il metal detector portatile. A mia madre invece la fermano sempre anche se non suona nulla. Eppure è biondissima, mah…
    Sui bambini maleducati ed i loro genitori stendiamo un velo pietoso…
    La mia personale intolleranza è ai compagni di viaggio che non si accontentano del cibo locale, ma che cercano qualcosa di italiano ovunque, perfino in mezzo al Sahara. Che tanto poi va sempre a finire che se ne lamentano perché non potrà mai essere uguale a quello di casa, ma nemmeno lontanamente. E’ già tanto se non ti servono la pasta con il ketchup, spacciandolo per sugo, per dire… Tra l’altro a mia madre è capitato che le abbiano servito la pasta con la marmellata. No comment.
    Mchan

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    • sognandoviaggi ha detto:

      Ciao!In effetti non avevo pensato alla questione cibo, hai ragione! Mi è capitato di incontrare persone che pretendevano di mangiare italiano all’estero praticamente come fossero a casa, con conseguenti lunghe lamentele successive 🙂

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  7. Roberta ha detto:

    Mi salta all’occhio la voce “genitori che non controllano i bambini”.
    Come mai in aereo, sempre più spesso, mi capita il bambino che rischia di aprire il portellone di sicurezza provando a dondolarsi come una scimmia!? Che nervoso.

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  8. Celeste ha detto:

    I giapponesi e le foto… che incubo!!! La scorsa estate sono stata 10 minuti in attesa che una famigliola finisse di scattare un servizio fotografico nella piazzetta di Hallstatt… ma mi fa andare ancora più in bestia che quando perfetti sconosciuti si avvicinano per farsi scattare delle foto io do il massimo, mentre quando lo chiedo io tagliano non tanto i miei piedi, quanto tutto quello che c’è sullo sfondo…. se volevo un primo piano me lo facevo anche a casa, no???

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      • Celeste ha detto:

        Io ormai ho paura a chiedere… la migliore è stata a Vitoria-Gasteiz, dove c’è un mega “cespuglio” che forma il nome della città. Chiedo ad una signora, che tutta contentuccia scatta. Vado a vedere la foto, e niente… un primo piano nostro con del verde sullo sfondo. I selfie stick sono antipatici, ma in certi casi servono come l’aria 😀
        I miei amici ormai sono terrorizzati quando gli chiedo di farci una foto, ma non mi sembra di volere la luna eh!!

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